La notte dei senza dimora 2013 ROMA

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Il 17 ottobre di ogni anno si celebra “La giornata mondiale del rifiuto della miseria” e in Italia Terre di Mezzo ideò e promosse “La notte dei senza dimora” per dire NO alla miseria. L’evento tentò di coinvolgere i cittadini, ignari del problema del perdere una casa, a dormire una notte in strada per informare, denunciare e condividere. Una notte simbolo che fosse un messaggio chiaro per i nostri politici [e non solo]: basta con l’impoverimento! “La notte dei senza dimora” diventò così un evento realizzato da liberi cittadini e associazioni che tentano di porsi come ponte di collegamento tra gli emarginati di queste nostre città e i loro amministratori,

Dormire in strada, una notte. Per informare. Denunciare. Condividere.

Per capire. Far capire.

Un percorso individuale di un cittadino normale che si collettivizza in un gesto simbolico disarmante: dormire in strada vicino a chi ci dorme ogni notte.

Un evento è efficace se ha una buona capacità organizzativa, comunicativa ed informativa. Questo ha comportato ogni anno: la richiesta al Comune di autorizzazioni per il suolo pubblico e l’impatto acustico, la ricerca dei bagni chimici e dei gazebo, la preparazione e l’organizzazione della cena sociale e la distribuzione delle coperte, il reperimento di un service, il reclutamento dei musicisti, l’organizzazione di convegni. Per far conoscere ai cittadini l’evento si è aperto un sito web, si sono realizzati volantini e locandine, il comitato di coordinamento si è più volte riunito, sono state inviate email e comunicati stampa, si son contattati giornalisti, le redazioni di programmi radio-televisivi, si è andati alla ricerca di dati, di percorsi virtuosi. Si è investito molto nell’azione volontaria di ciascuno, investendo tempo e denaro, convinti che l’azione compiuta avrebbe portato i frutti sperati.

Poi arriva il 17 ottobre, ogni cosa è a suo posto: il comune ha incassato i suoi soldi per autorizzarci, gli artisti suonano gratis per un mondo migliore, i politici prendono il microfono e fanno propaganda senza farla, i giornalisti recitano le loro interviste per impietosire gli ascoltatori, i volontari distribuiscono cibo e coperte. Tutto sembra perfetto: dopo mesi di lavoro gratuito per costruire una società migliore sulla base della cooperazione disinteressata sembra quasi di aver raggiunto l’obiettivo. La piazza è piena, la gente si avvina… la miseria si allontana.

Poi scocca la mezzanotte. Non ci sono campane a indicarci il momento esatto con i loro dodici rintocchi, ma la mezzanotte arriva e recide il filo che teneva unita ogni cosa. L’entusiasmo è il primo a cadere risucchiato indietro da una stanchezza torbida. Perché alla mezzanotte di ogni anno, a Roma – capitale spesso del vizio e sempre meno della virtù – le persone evaporano come il sudore del fabbro che gocciola sul ferro fuso. Ogni anno a dormire al fianco dei senza dimora restano meno persone di quelle che hanno organizzato l’evento.

Così la spettacolarizzazione dell’evento sociale, la sabatizzazione dell’appuntamento etico, la mediatizzazione del volontariato assorbono tutta l’energia e l’obiettivo primo (dormire in piazza per informare, denunciare e condividere) non viene realizzato. Quella che doveva essere un’azione simbolica perde la sua forza, fino a sovvertirne il significato. Quello che doveva essere  un momento dedicato ai cittadini proprietari di una casa si trasforma nel suo opposto: un evento per le persone che la casa non ce l’hanno. Ogni anno, a Roma – capitale più dell’inefficienza che dell’efficacia – le persone senza dimora che partecipano a “la notte dei senza dimora” aumentano mentre i cittadini disposti a farne esperienza diminuiscono.

Quest’anno il coordinamento romano non si è mai riunito per organizzare la notte.

Quest’anno diciamo basta ai loghi, alle marche da bollo, alle autorizzazioni, alla comunicazione serrata, allo spam dello spam, ai convegni, agli slogan, ai passa parola, alle raccolte fondi, ai video, alle locandine, alle nottate perse, ai pomeriggi sprecati, alle richieste di sostegno, alle amministrazioni sorde o opportuniste, ai politici che fanno solo i politici, all’associazionismo dissociato, al volontariato fine a se stesso, alla propaganda di un mondo migliore che deve venire da chissà dove.

Quest’anno alcune persone che hanno organizzato la edizioni precedenti de “La notte dei senza dimora” il 17 ottobre saranno al Flashmob organizzato da Libera e alle ore 18.00 alla commemorazione delle vittime della miseria attorno alla Lapide posta nell’ottobre 2000 sul Sagrato dalla Basilica di San Giovanni in Laterano organizzata da ATD Quarto Mondo e inviteranno, a titolo personale, la cittadinanza a dormire per strada. Sempre queste stesse persone si recheranno in alcune piazze della capitale e continueranno ad invitare i cittadini a mettersi in gioco e a conoscere il Mercatino Solidale di Emmaus che, Sabato 19 Ottobre 2013, esporrà il meglio di quanto donato. Il ricavato della vendita sarà devoluto a Emmaus Italia, per il sostegno alle comunità italiane, e a Emmaus Internazionale quale contributo per la realizzazione di pozzi d’acqua potabile nei villaggi sul lago Nokouè, in Africa – Benin.

Alla fine della giornata del 17, chi vorrà, si cercherà un posto per dormire tra chi dimora per strada ogni notte.

E’ un ritorno alle origini. Un’azione libera da ogni retorica della necessità comunicativa.

17 ottobre: notte in strada.

Se sei interessato anche tu a dormire per strada, puoi mandare una mail a girolamo@lacasadicartone.it e il 16 ottobre ti verrà comunicato luogo e orario. Dovrai portare il tuo sacco a pelo e la tua determinazione.

Non ti verrà offerto nulla di più di ciò che riuscirai a cogliere da quest’esperienza.

DORMIRE UNA NOTTE IN STRADA, UN GESTO PER DIRE NO ALLA MISERIA

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La Notte dei senza dimora, a Roma, è giunta, quest’anno, alla sua dodicesima edizione. Informare e avvicinare i cittadini e le amministrazioni sul fenomeno delle persone senza dimora, ma anche denunciare e condividere, prendendo parte alla protesta pacifica e dormendo in piazza, per una notte, al fianco di chi ha avuto meno fortuna nella vita. L’appuntamento con la Notte romana è per mercoledì 17 ottobre in piazza dell’Immacolata nel quartiere San Lorenzo.

Intrattenimento e convivialità per far passare con immediatezza il messaggio della Giornata Onu di lotta contro la povertà, che noi preferiamo chiamare Giornata del rifiuto della miseria: ciascuno può fare qualcosa, e si può fare con spirito gioioso e senza commiserazione.

Infine, tutti giù nei sacchi a pelo. Dormire sull’asfalto, disturbati dalle luci, dai rumori, dalle scomodità, insegna molto in primo luogo a chi decide di partecipare, aumentando la comprensione nei confronti di chi tutti i giorni è costretto a vivere senza un tetto sulla testa.

Programma
Ore 19:00 Cena sociale con la “Banda Popolare di Testaccio”

Ore 20:30 Saluti Istituzionali – ass. Guido Capraro [Politiche sociali Municipio III], Ass. Valentina Grippo [Cultura Municipio III], Presidente Municipio III, Dario Marcucci, Ass. Claudio Cecchini [Politiche Sociali Provincia]

Ore 21:30 Lettura del testo vincitore del concorso “La vita di un senza dimora”

Ore 22:00 Teatro Canzone: Maksim Cristan con la Spada

Ore 23:00 Concerto: Emilio Stella

Ore 00:00 Sleep Out: i volontari si prepareranno a dormire in strada.

Concorso “La vita di un senza dimora” – Vincitori

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La casa di cartone e Sul Romanzo sono lieti id decretare i vincitori del nostro concorso senza premi: La vita di un senza dimora.

Ci scusiamo con tutti per il silenzio stampa di questi giorni, ma a causa di numerosi imprevisti nell’organizzazione dell’evento romano e a causa dell’esiguo numero di testi giunti non abbiamo pubblicato la rosa di elaborati da votare online.

I testi vincitori saranno letti il 17 ottobre alle 21.30 in piazza dell’immacolata [Roma]

NARRATIVA

Potrei stare via per molto tempo - Marchetti Fausto

Il mio nome é Habib, stanotte ho dormito su un  vecchio materasso adagiato su pallets di legno di pino in un casolare abbandonato tra i vigneti di queste colline lombarde.

I topi hanno mangiato l’ultimo pane rimasto nella bisaccia, pensieri e  spasmi allo stomaco hanno distrutto il silenzio nel buio .

Le raffiche di vento contro la porta  risuonano nei miei orecchi come la burrasca che sferzava il nostro barcone nella traversata del mare di Sicilia una decina di anni fa.

Un cane abbaia alla luce del giorno in ritardo. Cammino sulla carreggiata erbosa e mi chiedo ad ogni respiro se c’è qualcuno che sa, se c’è qualcuno che se ne preoccupa, le mie tasche vuote dicono che non ho amici e questo  mi martella il  cervello e la pancia. Ho cercato  lavoro e  denaro camminando per miglia,  così affamato da  non saper mostrare un sorriso. Ho speso il mio ultimo euro per cinque pani che non ci sono più. Gli occhi si perdono in lontananza  su questa terra che non mi appartiene, niente mi appartiene qui, non ho un fazzoletto, un pezzo di carta, mi sfrego il naso gocciolante con la mano. Come un cane infreddolito ululo 
il mio nome, ma non conta niente, e la mia età ancora meno. Il mio paese si affaccia sul Mediterraneo, lì  mi hanno insegnato  ad obbedire alle  leggi e che  Dio é con noi. La ragione per continuare a vivere non l’ho mai capita ma ho imparato ad accettarla  con orgoglio perché non conti i morti quando hai Dio dalla tua parte.- – Il vostro  Dio non è il nostro-  dicono qui, e ci trattano come furono trattati gli ebrei;  siamo noi  da combattere, odiare, temere, cacciare, noi a  correre, nasconderci, noi a dover accettare tutto coraggiosamente. Non devi mai fare domande quando Dio è con te. Sono nato sul confine nord della Tunisia; mia madre si ammalò quando ero ancora bambino; sono stato cresciuto da mio fratello, fino a quando un giorno non tornò a casa, come mio padre prima di lui.   Mi aspettava un lungo inverno di fame, potevo vederlo dalla  finestra della mia bocca;
 i miei amici non avrebbero potuto essere più gentili  ma stavano peggio di me. Attraversammo il mare in primavera,  quando le tristi silenziose canzoni facevano raddoppiare il tempo, in attesa che il sole tramontasse. Ho perso la mia dignità per un qualsiasi straccio di lavoro percorrendo questa terra italiana da sud a nord, consumando i miei sandali,   stivato come un animale sui carri-bestiame. Ho raccolto arance, pomodori, limoni, munto pecore  e capre, pulito stalle  e   vetri delle macchine, venduto tappeti, collane e ciondoli sulle spiagge. Qui dove le fabbriche sono porta a porta, grazie all’aiuto di un amico trovai un lavoro e  iniziai a vivere  col sole alla finestra  mentre gli anni passavano bene con il piatto della mensa sempre pieno. Poi il lavoro diminuì senza ragione ad un turno di mezza giornata; diminuì ancora e la temperatura dell’aria congelò quando un uomo venne a dire che nel giro di una settimana la fonderia numero tre sarebbe stata chiusa perché  non rendeva abbastanza – è  più economico nelle città dell’Est-  lì, gli operai  lavorano quasi per niente. Nel  dormitorio che puzzava di alcol ognuno parlava tra sé e sé mentre  il silenzio andava aumentando, finché svegliatomi una mattina  compresi che il buon tempo era finito,  il suolo si stava raffreddando attorno a me. -C’é la crisi e voi ci portate via il lavoro- leggevo sulle facce degli uomini fuori dai bar. I vecchi sulle panchine del parco dicevano che l’intera città si stava svuotando di quelli come noi,  non c’era più niente qui che  mi potesse trattenere . Ho pregato il Signore lassù di mandarmi un aiuto. Mi ha mandato Moses, il muratore. Ha detto che se voglio lavorare mi devo svegliare presto perché ci vogliono due ore per arrivare sul cantiere; le quattro corsie dell’autostrada non bastano a smaltire i traffico in entrata a Milano. Al luogo stabilito, il mio sguardo incomincia a sfocare non appena giro la testa verso il punto dove il mio amico ed io ci dobbiamo incontrare,  fisso la strada, il marciapiede ed il segnale stradale. Non verrà?. Che ore sono?. Un inquieto ed affamato presentimento che non dice niente di buono, il pulmino dei manovali è già passato, mi sono svegliato maledettamente in ritardo. Forse no!  Non faccio a tempo a vedere la mia ombra proiettata sulla strada dalla luce dei fanali  della vettura sopraggiunta all’improvviso dietro di me. Uno schianto. Inghiotto l’urlo di dolore. Sto volando nell’aria di questo mattino di settembre. Non sento più le gambe, il cervello sta sanguinando, i miei occhi fissano un cielo color porpora.

Sto navigando verso il  mio unico vero amore.

POESIA
Senza fissa dimora - Bove Cristina
Di successive sottrazioni
dirne d’un altro giorno
intemperie comprese
e di sberleffi attivi sul suo conto
ne scrisse e cancellò
notti di crepacuore
un frego al muro
non per dimenticanza ma per dire
che l’acqua non inchioda i suoi zampilli.
Era la scrivania col doppiopetto
e la sua gonna un fiore di genziana
quando i silenzi aprirono ferite
quando i lutti la fecero ingrigire
orfana d’ogni amore
nel corpo arrugginito
e più nessuno c’era a farle luce.
È tutta in un carrello la sua vita
raminga sulla strada
un fiore morto nei capelli     un fiore
di plastica a fermaglio
il nero d’unghie che non le si addice
un nuovo tocco di vernice
va rasentando specchi di vetrine
tra gli abiti eleganti e i manichini
appare il suo riflesso: un fagotto di stracci
nomade tra le frange dei passanti
una scia di fuliggine sul viso
qualcuno storce il naso
lei cammina
ha gli occhi prosciugati e non sa dove
sarà rifugio il prossimo cartone
della sua casa a ore.

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Rai News 24

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Girolamo Grammatico [presidente de "La casa di cartone"], Frate Antonino [responsabile della mensa Sant'Antonio] e Andrea Piqué [responsabile dello sportello romano di Avvocato di Strada] sono stati ospiti della giornalista Emanuela Bonchino a Rai News 24 per parlare de “La notte dei senza dimora”.

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Programma Romano – 17 ottobre

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Ecco finalmente il programma romano de “La notte dei senza dimora”:

Programma
Ore 19:00 Cena sociale con la “Banda Popolare di Testaccio”
Ore 20:30 Saluti Istituzionali – ass. Guido Capraro [Politiche sociali Municipio III], Ass. Valentina Grippo [Cultura Municipio III], Presidente Municipio III,  Dario Marcucci, Ass. Claudio CECCHINI [Politiche Sociali Provincia]
Ore 21:30 Lettura del testo vincitore del concorso “La vita di un senza dimora”
Ore 22:00 Teatro Canzone: Maksim Cristan con la Spada
Ore 23:00 Concerto: Emilio Stella
Ore 00:00 Sleep Out: i volontari si prepareranno a dormire in strada.

Conferenza Stampa – Rassegna

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NSD Conferenza Stampa

Si è tenuta, a Roma, la conferenza stampa della Notte dei senza dimora 2012. Un grande inizio per la manifestazione che chiama a raccolta decine di saccopelisti in tutta Italia per dire no alla povertà.  Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno partecipato, in particolar modo a Eleonora Farnisi autrice dell’articolo su Paese Sera, Andrea Billau per il servizio su Radio Radicale e Mariaelena Finessi per il pezzo su Roma Sette.

La galleria fotografica è a cura del network di fotografi volontari Shoot 4 Change

Povertà Miseria e Ricchezza – Graziano Zoni

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Nella ricorrenza dei 100 anni della nascita dell’Abbé Pierre vorrei condividere con i nostri lettori alcune certezze che sono maturate dentro di me in tanti anni di vita e di impegno in Emmaus, molti dei quali accanto a Lui, approfondendo con Lui le “fondamenta” delle sue idee e delle idee che formano lo spirito e le azioni di Emmaus. Rileggiamo insieme, alcune frasi dell’Abbé Pierre, sulle parole che ricorrono più frequentemente ai giorni d’oggi e che considero fondamentali per il nostro Movimento: “Ogni Uomo si rende conto che questo ideale di Povertà come scelta di vita, tocca l’essenza stessa di quanto è necessario per qualsiasi città terrena, sia per il suo corpo che per la sua anima, sia per il tempo che per l’eternità. Qui sono in causa tutti gli equivoci e le illusioni che gli Uomini hanno accumulato attorno alle nozioni più essenziali, quali la felicità e la ricchezza, la povertà e la miseria, il possesso e il servizio. E tutto gira attorno al concetto di povertà, per cui è questa la nozione che bisogna in primo luogo chiarire Anzitutto, strappandola dalla confusione con la realtà della miseria. Lasciando infatti che si stabilisca una falsa identificazione fra la miseria e la povertà, assicuriamo a noi stessi la facilità di poterci sottrarre alle esigenze, certamente ardue ma necessarie, della povertà. Essere miserabili significa non poter essere Uomini, mentre accettare volontariamente e intelligentemente la povertà è proprio il contrario. La povertà è la condizione che permette, per se stessi e per tutta la comunità umana, di poter essere tutti pienamente Uomini, Persone. La povertà consiste nel rifiuto di essere felici senza gli altri. Io penso che molto spesso, in questo equivoco che mette insieme, come sinonimi, povertà e miseria, si spegne la luce che ci è stata portata dallo Spirito nelle beatitudini.” “Come deve essere allora concretamente una simile povertà vo lontaria, assolutamente opposta alla miseria, per aprire le sor genti della gioia per tutti? Essa è, anzitutto, volontà per «non avere di più per sé»,ma per poter servire dipiù, affinché tutti, compresi dun que noi stessi, possano «essere di più». In secondo luogo, è volontà di non nascondere nulla dell’uso che si fa di quanto si possiede. Si tratta di una perfezione che dif ficilmente si raggiunge e difficilmente si conserva integralmente, ma sì deve avere il coraggio di riconoscerlo: senza lo sforzo sempre rinnovato per restare fedeli a questo punto, nessuna povertà volontaria è mai riuscita a sfuggire ad una rapida decadenza. Infine (e questo terzo punto è il più facile, quando si è realiz zato il secondo), la povertà è volontà di ingegnarsi in ogni modo per servire per primi i più sofferenti, direttamente o indiretta mente, e di servire prima di se stessi chiunque soffra più di noi. Poveri che donano! Non che donano l’elemosina (spesso necessaria), ma che donano la pre senza e l’esempio, sostenendo, rialzando, formando. Poveri contagiosi di vero amore.(…) Solo questo tipo di povertà è in grado di guarire una società, poiché solo questo uccide la duplice vergogna, quella dei miserabili che mancano del necessario per vivere e quella dei privilegiati che sono falsamente felici senza gli altri. (…)” Nella nostra rivista e nella nostra vita abbiamo sempre cercato di non venirmeno ai chiari principi del nostro Fondatore. Ne è l’ultima prova il ricordo dei 100 anni, quando abbiamo invitato tutti ad un impegno per rendere illegale la miseria. Purtroppo, altri amici continuano a preferire l’impegno contro la Povertà. Viva la libertà! Ma speriamo che prima o poi trovino il tempo di riflettere seriamente. Così come, altrettanto seriamente, dobbiamo arrivare a riflettere sulla ricchezza. Anche qui si comincia a vederne ed a capirne la realtà, che ci fa sussultare di rabbia. Un amico mi ha segnalato, non certo per calmarmi, che il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che nell’ultimo anno sono ‘usciti’ dall’Italia ‘solo’ 250 miliardi di euro! Nell’attuale situazione di crisi, mentre per “salvare” l’Italia il Governo ha dovuto “divertirsi” con manovre “lacrime e sangue” per mettere a posto (!) i conti pubblici, un manipolo di disgraziati incoscienti esportano 250 miliardi di euro! Possibile che non riescano a metterli in galera e cominciare, finalmente! a far loro pagare quella “patrimoniale” di cui da tempo si parla, senza essere capaci di applicarla a chi di dovere? Come fanno i nostri governanti ed i nostri parlamentari a non capire l’umiliazione, la ‘rabbia’ di milioni di precari, disoccupati, pensionati a 500 € mensili, etc, conoscendo i dati diabolici dell’evasione fiscale e della speculazione finanziaria…A questo aggiungiamoci la spudorataggine (legale?) dei mostruosi ingaggi (intoccabili!) dei calciatori, scommettitori e non, e l’ingiustizia non potrebbe essere più ripugnante. Non pensate, amici lettori, che sarebbe proprio il momento di lanciare un campagna di pressione, almeno europea, per rendere illegale la ricchezza!

A seguire…

Scarica la RIVISTA EMMAUS 3_12

CONFERENZA STAMPA – 17 settembre

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CONFERENZA STAMPA
17 settembre  2012
Ore 15 Villa Pirandello, via Antonio Bosio 15/B,
Il 17 settembre, un mese prima della “Giornata mondiale per il rifiuto della miseria” riconosciuta  dall’ONU, il coordinamento romano organizzatore de “La notte dei senza dimora” terrà nella sala conferenze di Villa Pirandello [via Antonio Bosio 15/B,] alle ore 15 la conferenza stampa della XII Edizione dello sleep out più importante d’Italia.
Durante la conferenza verrà presentato il convegno “Le parole sono azioni” che si terrà nel centro d’accoglienza per senza dimora “Madre Teresa di Calcutta” [via Assisi, 39] il 6 ottobre, verranno comunicati i dati sul sostegno legale ai senza dimora da parte di Avvocato di Strada e sarà illustrato il pacchetto turistico per volontari “Social Box” promosso dalla “Mensa del Povero” delle Opere Antoniane.
Si concluderà con il lancio de “La notte dei senza dimora” XII Edizione con la proiezione di un trailer realizzato per l’occasione.
Interverranno: Girolamo Grammatico [presidente de “La Casa di Cartone”], Frate Antonino [responsabile de “La mensa del Povero”, Opere Antoniane], Andrea Piqué [coordinatore “Avvocato di Strada” Roma], Artigiani Digitali [comunicazione sensibile].
Per i giornalisti interessati sarà disponibile una cartella stampa col dettaglio di ogni evento sociale promosso.
Per maggiori informazioni:
website: www.lanottedeisenzadimora.it
email: info@lanottedeisenzadimora.it
cell.: 3923595273 / 3492668882