Archivio mensile per agosto, 2010

Nuove povertà

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Secondo l’Istat una famiglia italiana su tre risparmia sul cibo. Tg3 Linea Notte dedica uno speciale al tema delle nuove povertà: nel lungo servizio di Roberta Serdoz varie storie di persone che si sono trovate in strada perchè hanno perso un lavoro o perchè si sono trovate sole e un’intervista all’Avvocato Antonio Mumolo, presidente dell’associazione nazionale Avvocato di strada Onlus, che tutela i diritti delle persone che vivono in strada e che non potrebbero permettersi una tutela legale.

Guarda qui il video

Fonte: www.avvocatodistrada.it

“La notte” su “La vera cronaca”

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Un grazie di cuore per il bell’articolo a Pierfrancesco Palattella direttodel giornale La vera Cronaca

Dormire in piazza, una notte, sotto le stelle, per calarsi nella vita dei senza dimora e comprenderne più da vicino aspetti e problematiche; è questo lo scopo de ‘La notte dei senza dimora’ un’iniziativa molto interessante giunta alla sua undicesima edizione che si svolge ogni 17 Ottobre, giornata mondiale contro la povertà indetta dall’ Onu. Durante questa notte tutti i cittadini che lo vogliono, possono dormire all’aperto nella piazza di riferimento utilizzando sacchi a pelo e cartoni proprio come autentici homeless; il tutto per condividere e comprendere più a fondo la situazione di chi vive in queste condizioni, come ci spiega Girolamo Grammatico, volontario che lavora per i senza dimora e tra i coordinatori dell’ evento: “La Notte dei senza dimora è stata ideata 11 anni fa, la prima edizione si tenne a Milano; è una versione italiana dello ‘Sleep out’ che si fa in Europa e che ha una tradizione lunghissima. Infatti in molti paesi europei la contestazione si fa dormendo per strada; dato che il 17 Ottobre è la giornata mondiale contro la povertà indetta dall’Onu,in quella data da 10 anni focalizziamo l’attenzione sul disagio dei senza dimora; è un problema che ci portiamo dietro dagli anni ‘50 – ‘60, e che nonostante vari interventi di inclusione sociale non si è mai risolto.”
Importante sottolineare come l’evento, che è di portata nazionale ed ha iniziato a coinvolgere nel corso degli anni sempre più piazze italiane, sia totalmente gratuito e gestito da volontari che si riuniscono ed organizzano una notte tipo da presentare ai cittadini: “Quella notte ogni piazza che aderisce organizza un comitato cittadino, costituito da associazioni che si occupano di disagio, ed i volontari si riuniscono per organizzare un programma che comprende una cena sociale insieme ai senza dimora per strada, vari interventi di associazioni ed amministrazione, concerti. Alla mezzanotte tutti quelli che lo desiderano, muniti di sacchi a pelo, si fermano a dormire nella piazza proprio come fanno i senza tetto nella loro quotidianità. L’invito è rivolto soprattutto ai cittadini normali, non solo alle associazioni di volontariato.”

Coloro che decidono di dormire e provare questa esperienza riescono a calarsi per una notte nella realtà dei senza tetto ed a comprenderne più da vicino le problematiche: “La prima volta ho partecipato all’evento ero molto scettico – ci confida Girolamo Grammatico – lavoro da 11 anni per i senza dimora a Roma e mi sembrava un’ iniziativa poco utile; poi quando andai al lavoro, il giorno dopo aver dormito per strada, mi accorsi che avevo un affaticamento diverso dal normale, non come quello dovuto ad una qualunque notte insonne, mi facevano male tutte le ossa, ero molto più irascibile. Ecco, questa esperienza mi è servita a rivalutare un po’ tutto quanto.” L’unica pecca di questo evento, a giudicare dalle edizioni passate, sembra essere la ancora scarsa partecipazione della gente: “È un evento che c’è da 10 anni; l’affluenza è sempre stata consistente tuttavia quando arriva la mezzanotte ed il momento di restare a dormire all’aperto si è sempre molto pochi. Lo scorso anno eravamo solo 42, teniamo conto che a Londra quando si organizza uno ‘Sleep out’ si raggiungono le 300 / 400 persone che trascorrono la notte dormendo all’aperto.”
Ma come ci si avvicina a questo mondo ed in che modo si agisce per evitare di urtare la suscettibilità dei senza tetto? Ci spiega Grammatico: “Il metodo nostro è quello di scegliere una piazza dove dormono i senza dimora; un mese prima dell’ evento andiamo, una sera a settimana, in quella piazza a prendere contatti con loro, ci avviciniamo lentamente spiegandoli il nostro progetto, cercando sempre di non invadere il loro territorio e la loro privacy. Agendo così la cosa funziona, se avessimo operato organizzando tutto in un unica giornata, quella dell’evento, sarebbe stato un po’ come esercitare una violenza, una sorta di irruzione nel luogo dove questa gente vive.”
Un approccio graduale quindi, per non urtare la suscettibilità di chi vive in condizioni di emarginazione che potrebbe sentirsi sbalzato al centro dell’attenzione improvvisamente, dall’oggi al domani; il che rischierebbe di apparire come semplice operazione di facciata e non come un voler effettivamente risolvere i problemi. Operazione, quest’ ultima, nella quale spesso incappano le amministrazioni locali: “Le amministrazioni non dicono mai di no al progetto, però poi per ottenere quello che chiediamo, che non sono mai soldi ma bensì servizi, dobbiamo farci in quattro; la macchina burocratica rallenta sempre la buona volontà. Il sostegno formale ci è sempre arrivato, in piazza sono sempre venuti e due parole le hanno sempre dette; tuttavia il sostegno pieno non siamo mai riusciti ad averlo; l’impegno di trovare un punto di incontro, un dialogo con le associazioni per far si che questo sia un evento a lungo termine e non uno spot di una sera, quello è sempre mancato.”
Lo scopo dell’ evento, infatti, non è e non potrebbe essere quello di risolvere un problema così grande in una serata,ma è di metterlo in risalto agli occhi dell’ opinione pubblica, focalizzare la lente su un aspetto della società che non si può fingere di non vedere; a questa serata dovrebbero poi far seguito politiche adeguate e soluzioni efficaci: “questo evento non è risolutivo – conclude Girolamo Grammatico – serve a sensibilizzare i cittadini normali che non conoscono il problema o magari lo conoscono da lontano; la finalità è sensibilizzare, informare, condividere. Venire con noi e trascorrere una notte dormendo per la strada è un modo efficace per calarsi nei panni di questa gente in modo da comprenderne meglio la drammaticità della situazione e magari cambiare atteggiamento nei loro confronti.”
Un antico proverbio dei Pellerossa, gli indiani nativi d’America, recitava: prima di giudicare un uomo, cammina per tre lune nelle sue scarpe.

Un concorso letterario per raccontare la vita di chi non ha casa

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Un appello alle realtà sociali: carta, penna e storie di vita. Anche Redattore Sociale parla di noi

ROMA – Un concorso di narrativa e poesia per riflettere sulla questione di chi non ha casa: ecco la novità della “Notte dei senza dimora”, giunta quest’anno alla sua decima edizione. I partecipanti al concorso dovranno narrare, in prosa o rima, la vita di una persona senza dimora. Le prime cinque opere selezionate verranno incluse in un’antologia scaricabile on-line, il cui ricavato servirà per finanziare la manifestazione, e le due opere premiate saranno lette durante l’evento. “Nel corso degli anni ci siamo avvalsi di vari strumenti per promuovere la manifestazione: arte di strada, teatro, mostre fotografiche – spiega Girolamo Grammatico, volontario della Casa di Cartone, una delle associazioni che partecipano al coordinamento per la Notte dei senza dimora. – Quest’anno abbiamo pensato a una maggiore partecipazione dei cittadini. Da qui l’idea di coinvolgerli in un percorso di riflessione, culminante nella produzione di racconti sulla vita di un senza dimora”. “Non ci sono premi – sottolinea Grammatico –. L’obiettivo della Notte è informare e sensibilizzare i cittadini, e così anche quello del concorso: far sì che le persone che partecipano prendano consapevolezza della situazione di chi vive in strada”.

La manifestazione nasce a Milano nel 2000: prendendo spunto dall’Euro-sleep out, meeting nato negli anni ’90, Terre di Mezzo Onlus realizza la prima Notte dei senza dimora, in cui i cittadini, muniti di cuscini e sacco a pelo, si organizzano per dormire all’aperto. L’anno successivo l’iniziativa si allarga a Roma, coinvolgendo poi le piazze delle principali città italiane che, ogni 17 ottobre nella Giornata mondiale contro la povertà indetta dall’ Onu, vedono la presenza di numerosi cittadini pronti a dormire all’addiaccio. Alla base dell’iniziativa l’idea che la condivisione, anche se solo per una notte, di una situazione di precarietà abitativa avvicina i cittadini alle problematiche dei senza dimora, contribuendo a vincere timori e pregiudizi. Con il concorso, si vuole far sperimentare questa nuova prospettiva anche a chi, eventualmente, non dormirà in piazza il 17 ottobre prossimo, “ma avrà fatto comunque, scrivendo, delle proprie riflessioni sulla tematica – aggiunge Grammatico. – Nell’Anno europeo della lotta alla povertà – conclude il volontario – la sensibilizzazione appare sempre più importante, in un contesto di scarsità sia di fondi istituzionali sia di partecipazione cittadina”.

I lavori dovranno essere presentati entro il 12 settembre. Bando e informazioni al sito www.lanottedeisenzadimora.it/concorso-letterario/ (Serena Chiodo)