Archivio mensile per novembre, 2010

Il Piano Nomadi di Roma e l’infanzia rom

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COMUNICATO STAMPA
Piano Nomadi di Roma: il 20 novembre 2010 verrà presentata la ricerca-denuncia dell’Associazione 21 luglio

Sabato 20 novembre 2010 – Giornata mondiale dei diritti dell’Infanzia – alle ore 10:30 all’interno della Pontificia Università Gregoriana, in piazza della Pilotta 3, Roma – l’Associazione 21 luglio presenta ufficialmente il rapporto: “Esclusi e ammassati: il Piano Nomadi di Roma e l’infanzia rom”. Modera l’evento il giornalista Davide Scalenghe di Current TV.
La ricerca nasce dall’esigenza di analizzare l’impatto che hanno avuto le politiche sociali del Piano Nomadi di Roma sui diritti dell’infanzia rom L’indagine, in particolare, prende in esame un “villaggio attrezzato” del Piano Nomadi messo a punto dall’amministrazione comunale. Alla presentazione del Piano Nomadi, avvenuta il 31 luglio 2009 il sindaco di Roma, on Alemanno parlò di “una rivoluzione copernicana” mentre il ministro dell’interno, on Maroni lo definì un modello “che sarà esportato in Europa”.
A distanza di 15 mesi dalla presentazione del Piano Nomadi i ricercatori dell’Associazione 21 luglio hanno deciso di condurre un’indagine (iniziata il 1 luglio 2010 e conclusa il 15 settembre 2010) concentrandosi su alcune caratteristiche fondamentali riscontrabili all’interno dei “villaggi attrezzati” del Piano, quali le dimensioni delle abitazioni, gli spazi dedicati alle attività sportive, la distanza tra i villaggi stessi e i servizi essenziali (ospedali, luoghi di socializzazione, trasporto pubblico), la sicurezza, l’istruzione dei minori e le condizioni igienico-sanitarie.
Attraverso queste analisi, l’Associazione 21 luglio ha voluto verificare di prima mano le possibili situazioni di esclusione, segregazione e privazione dei diritti sanciti dalle convenzioni internazionali che riguardano i minori rom nella città di Roma, facendo riferimento principalmente alla Convenzione sui diritti dell’Infanzia siglata a New York il 20 novembre 1989. Nei prossimi giorni il rapporto verrà presentato al Commissario Europeo per i diritti umani on. Thomas Hammarberg.

Ufficio Stampa Associazione 21 luglio
ass.21luglio@gmail.com

Con gli occhi di un cane randagio

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Era un pomeriggio di lunedì ed Alessandro aspettava il suo turno per fare la doccia. Da lì a poco sarebbe calata la sera. La luce avrebbe lasciato spazio al buio e gli occhi di Alessandro, pensando alla sua Ucraina, si gonfiarono di pianto.
Dormo a Piazza Dante, su una panchina. Durante il giorno vago per la città, come un’ombra che si muove. La gente mi evita come se fossi un cane randagio o non mi vede nemmeno.
Il momento più triste è al tramonto quando la città si prepara alla sera: vedo le finestre illuminarsi. Le famiglie si riuniscono, forse intorno ad un tavolo. Ed io? Solo come un cane randagio. Posso anche morire e alcuno si accorgerà della mia dipartita.

Era mezzogiorno. Mi precipitavo verso scuola per l’ultima ora di lezione. Mi bastò girare l’angolo per accorgermi di Giovanna, nuda. Sì nuda.
La conoscevo già per averla soccorsa già in altre occasioni in cui lei, desiderosa di libertà, si denudava di tutto, come quel giorno, vestita solo da una t-shirt.
La cosa che più mi stupì non fu tanto il suo gesto, non responsabile e dettato dal raptus, quanto piuttosto la scena che circondava Giovanna. Uomini e donne gli passavano accanto e non si accorgevano di Giovanna, anche nella vicina affollata fermata del tram.

Era un giorno come tanti, tra le 11 e mezzogiorno. La mensa era affollata, come sempre. Mi accorsi che del vino era presente su uno dei tavoli. Mi incavolai come poche volte succede e rimproverai pesantemente Vasile, giustificando il mio gesto sul divieto di bere alcolici in quel luogo. Obbediente mi diede il suo brick.

Lo riconsegnai all’uscita. E fu lì che Vasile mi spiazzò con quel filo di lucidità che gli restava.

Secondo te perché bevo? Per dolore.

Solitudini ho incontrato in questi anni. Vite di scarto di una società ripiegata verso il suo ombellico. Eppure sono persone come me.

Antonino Clemenza