La scrittrice Igiaba Scego parla di poi su L’UNITA’!
È nato un premio letterario che non premia nessuno. Non si vince nemmeno una spilla. Però a ben vedere è uno dei premi italiani più belli. Il concorso, la notte dei senza dimora (alla sua prima edizione: http://www.lanottedeisenzadimora.it/concorso-letterario/) è indirizzato a penne sovversive che si vogliono cimentare nel descrivere la vita di un homeless. «Si premiano solo le coscienze dei partecipanti», ci dice Girolamo Grammatico operatore sociale. «La poesia e il racconto giudicati vincitori saranno letti in piazza il 17 ottobre, in occasione della notte dei senza dimora. Per partecipare c’è tempo fino al 12 settembre». La notte di cui parla Girolamo nasce a Milano da un’idea di Terre di Mezzo in concomitanza con la giornata mondiale contro la povertà. A Roma si celebrerà quest’anno la decima edizione. Durante questa notte volontari e operatori sociali informano l’opinione pubblica su cosa significa essere senza dimora. «Abbiamo intenzione tra volontari, operatori e chiunque vorrà di fare uno sleep out, ossia impegnarci a dormire in piazza in segno di protesta e condivisione» – dice Girolamo- «ma non pensate al bivacco. Dopo mezzanotte ognuno prende il suo sacco a pelo, si sta zitti e si dorme. Per mettersi nei panni di chi lo fa per bisogno. Dormire con la gente che ti passa accanto, con i rumori, con la paura. E il giorno dopo si deve andare a lavoro o all’università senza passare da casa. Con la puzza addosso, il sacco a pelo sotto le ascelle e una faccia gonfia». Anche il concorso letterario (coordinato da Morgan Palmas) mira ad aumentare l’informazione sul tema. Su Facebook i partecipanti ricevono quotidianamente piccole pillole per eliminare i luoghi comuni. Non vincere nulla, alla luce di tutto questo, è il premio migliore che ci sia. Si vince quell’umanità che spesso ci manca.





0 Risposte a “Homeless e penne sovversive – di Igiaba Scego”