Cos’è?

Dormire in piazza, sotto le stelle: un atto provocatorio per dire no alla povertà, un gesto di solidarietà dedicato a chi non ha un tetto sopra la testa.
Il 17 ottobre, “Giornata Internazionale per l’eliminazione della povertà” ufficialmente rionosciuta dall’Onu, ma che noi del coordinamento romano preferiamo chiamare “Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria”, è da sempre la giornata più importante dell’anno per tutti i giornali di strada del mondo (http://www.street-papers.org).
E ogni giornale, per sensibilizzare sul problema della povertà, la celebra a suo modo. Terre di mezzo lo fa con la notte dei senza dimora. Dal 2000, la manifestazione ha radunato nelle piazze delle nostre città migliaia di persone munite di sacco a pelo e buona volontà.

LA STORIA
La Notte, alla sua prima edizione, è tutta milanese. Nell’organizzarla, Terre si è ispirata all’Euro-sleep out, manifestazione nata negli anni ’90, un meeting per addetti ai lavori nel campo dei senza dimora, che culminava con una notte all’addiaccio. Da qui, l’esperienza è stata allargata a Roma nel 2001 e, da allora, la Notte non si è più fermata, crescendo di anno in anno. Nell’ultima edizione, 800 saccopelisti solidali hanno dormito nelle piazze di 14 città italiane.

GLI SCOPI

La Notte non è una manifestazione generica sul tema della povertà, né una occasione di assistenza per i senza dimora. Piuttosto, è una iniziativa che si rivolge a cittadini e opinione pubblica, con lo scopo di:

  • Informare – I senza dimora sono troppo spesso giudicati secondo stereotipi. Durante la Notte le associazioni e i giornali di strada distribuiscono materiale aggiornato sui senza dimora. E i mass-media hanno dimostrato da sempre grande attenzione all’evento.
  • Denunciare – Alla Notte vengono sempre invitati gli amministratori pubblici perché diano conto delle loro politiche a favore dei senza dimora. In occasione della Notte (che si svolge ad ottobre, proprio alla vigilia della cosiddetta “emergenza freddo” invernale) gli organizzatori denunciano mancanze e problemi nell’assistenza e i politici prendono impegni importanti.
  • Avvicinare e condividere – La Notte, con il gesto concreto della dormita in piazza, serve ad avvicinare chi partecipa alla condizione delle persone senza dimora. Dormendo per terra si sperimenta una nuova prospettiva e, anche se solo per una volta, ci si mette per davvero nei panni dei senza dimora, valido e intelligente esercizio per capire chi sta peggio.