Archivio per il tag '2010'

Ecco i vincitori dei concorsi POESIE e RACCONTI

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Siamo lieti di chiudere il concorso La vita di un senza dimora pubblicando i nomi dei primi classificati. A tutti gli altri un enorme grazie per aver partecipato!

Per il concorso Poesie (totale voti: 471):

  1. Storia di Giacomino – Antonella Riccardi (171 voti)

Per il concorso Racconti (totale voti: 477):

  1. Negli sporchi panni di Maria – Flavia Montanaro (121 voti)

Ci vediamo a Roma il 17 ottobre per La notte dei senza dimora!

Capitale Solidale… working in progress [di G. Grammatico]

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Come sapete questo è l’anno della povertà, l’anno europeo. Il 17 ottobre sarà la giornata mondiale della lotta alla povertà indetta dall’ONU, insomma, quasi un Natale laico, una specie di epifania del potere secolare della solidarietà! In questi casi il rischio di realizzare una sagra dell’amore è sempre dietro l’angolo. E’ un rischio subdolo, che non ci aggredisce al buio, ma ci segue monitorando la nostra eventuale superficialità.
Questo per dirvi che a Roma, come in tutta Italia, come in tutta Europa, le attività dedicate alla povertà, al disagio, alla fragilità [anche se credo avrei dovuto usare il plurale: le povertà, i disagi, le fragilità] saranno tantissime e tutte slegate tra loro. Il termine “slegate” non lo uso a caso. Slegate non in riferimento all’oggetto del loro operare [le povertà], ma slegate tra di loro [le attività]. Nell’era dell’interconnessione, dell’interdipendenza, delle reti noi, in Italia, facciamo le cose per il bene comune senza un dialogo comune, ma, come ogni luogo comune che si rispetti, ci lasciamo offuscare dai problemi, dalle difficoltà, dalla retorica del “le cose qui non funzionano”.
Secondo me, invece, esiste un inconscio “diritto di prelazione del povero” che esalta la propria autoreferenzailità, il tutto unito alle difficoltà reali che s’incontrano lavorando con/per la povertà.
Il sito de La notte dei senza dimora infatti nasce con lo scopo di spingere ed informare circa l’evento [obbiettivo esplicito], ma con l’intenzione di fare rete: di unire cioè le realtà che si occupano del disagio in genere attorno ad un tavolo, affinchè si conoscano, si riconoscano e si sostengano [obbiettivo implicito]
Sostenersi non in senso economico o fisico, per niente. Sostenersi aiutando l’altro [con altro s'intende sempre l'"ente solidale" che aiuta] a fare autocritica, a rinnovare l’entusiasmo, a sostenere le difficoltà, a prevedere gli ostacoli.
Quello che capita più spesso è un pocesso osmotico tra il benefattore e il beneficiario, processo che rende il benefattore più simile al povero che sta aiutando e non il contrario [che sarebbe auspicabile].
Ed è così che il mondo del terzo settore si ripiega su stesso, quasi autoemarginandosi all’interno di una frammentazione contraddittoria con i risultati da raggiungere.
Con ciò non voglio dire che la soluzione ad ogni male sarebbe “la rete” tra le varie realtà [cooperative, associzioni, enti, fondazioni], ma che senza rete non si può avere una nuova visione del problema. Conosco senza dimora che sono senza dimora per professione e che hanno le tessere di numerosi servizi che usano in modo random. Un accavallamento, insomma, di solidarietà, aumenta la difficoltà ad autodeterminarsi. Quasi come una madre troppo possessiva impedisce lo sviluppo del figlio, così la nostra madre sociale è troppo concentrata sul proprio ruolo e non su quello dei cittadini.

Ragion per cui, questo sito, tenterà di raccogliere tutte le iniziative, almeno su Roma, che in questo periodo si stanno occupando della povertà. Iniziative che si accavalleranno, ovviamente, ma visto che per noi non c’è concorrenza, perchè non c’è profitto [economico] e non c’è un target [cliente] specifico a cui rivolegersi, segnaleremo tutto, anche ciò che si terrà in contemporanea con le nostre iniziative.
Perchè?
Non perchè siamo buoni, per niente, tutt’altro!
Ma perchè a Roma abitano 3milioni di persone e non si è mai abbastanza per diffondere una cultura della solidarietà.
Pensate: se i senza dimora fossero 100mila [vi assicuro: non lo sono] avrebbero 30 persone a testa in grado di autarle! 30 è un numero altissimo: una al giorno per un mese! Da questo banale ed inesatto conto emerge l’evidenza: la solidarietà non è una questione di numeri, di dati, di risorse materiali [non solo almeno], ma è un evidente questione di volontà!
Cominciamo a segnalare le attività della Caritas: CapitaleSolidale – comunicato stampa
«La solidarietà non è un vago sentimento di compassione, né si fonda su un sentimento di altruismo ingenuo, ma nasce dall’analisi della complessità sociale, dai guasti provocati dal sistema sociale disordinato, dal degrado morale e culturale provocato dalla legge del più forte, dalla carenza di etica collettiva.»
Don Luigi Di Liegro

di girolamo grammatico

Hai mai dormito per strada?

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Benvenuti sul primo sito dedicato all’unico sleep-out italiano!
Ogni anno il 17 ottobre l’ONU invita ogni paese a schierarsi contro la povertà e in Italia, da ormai 10 anni, grazie a Terre di Mezzo, nelle piazze di numerose di città si realizza: La notte dei senza dimora.
Nella varie pagine del sito troverete cos’è e come partecipare nel caso ne aveste voglia! Da oggi inizieremo ad aggiornarlo inserendo il programma dell’evento, gli orari, il luogo esatto, le altre piazze italiane dove si svolgerà.
Intanto, in questo articolo di benvenuto, posso accennarvi che l’evento vede coinvolti volontari di diverse associazioni che la notte del 17/10 dormiranno in una piazza come segno di protesta e di sostegno per i senza dimora.
Ogni anno la serata si svolge in tre momenti: una cena sociale, dove cittadini e senza dimora condivideranno per strada un pasto; un momento artistico-culturale, durante il quale ascolteremo le testimonianze di personaggi impegnati quotidianamente nella lotta all’emarginazione accompagnati da artisti impegnati nella diffusione di messaggi sociali; e per finire alle 00:00 tutti insieme ci si infilerà nei sacchiapelo pronti a dormire sotto un cielo inquinato!

Quest’anno il 17 ottobre cadrà di domenica e l’invito che facciamo ai cittadini è quello di passare la notte fuori realmente e, il giorno dopo, affrontare la propria vita, i proprio impegni, come sempre…
Perchè è questo che è importante sperimentare: la difficoltà di poter sostenere una giornata dignitosa dopo aver passato la notte all’aperto.
Non è un campeggio metropolitano, la notte dei senza dimora è un gesto simbolico necessario per evitare la stagnazione delle coscienze. Come diciamo sempre: non serve a salvare i senza dimora [per quello ci sono già numerose associazione, cooperative etc che svolgono un lavoro eccezionale]. Serve ai cittadini a non dimenticare che per le loro strade, ogni giorno, aumentano le persone senza una casa, senza una famiglia, senza una dignità.
Non ce ne rendiamo conto, spesso, ma cerchiamo in tutti i modi di allontanare il problema, anche linguisticamente. Negli ultimi anni i senza dimora sono stati definiti gli invisibili! Noi ci chiediamo: ma come si fa a non vedere una persona distesa per terra davanti a noi!
Com’è possibile non sentire l’odore di chi non può lavarsi per settimane?
Come si può parlare di qualcosa di pubblico [perchè il senza dimora dorme nelle stazioni, nei marciapiedi, nei parchi] come di qualcosa di invisibile?
Ma oltretutto com’è possibile che oggi esistano persone definite per ciò che non hanni: senza dimora.
Com’è possibile che una persona non abbia alcuna risorsa per definirla?
A queste domande non risponde la notte dei senza dimora, ma a queste domande ne aggiunge, purtroppo, ogni anno molte di più!

Benvenuti nel 2010, anno della lotta alla povertà!

Girolamo Grammatico

(La notte su facebook)

Benvenuti

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