
E’ ufficiale, manca solo un mese alla Giornata Mondiale della lotta alla Povertà indetta dall’ONU. Mancano 30 giorni alla nostra personale lotta alla povertà. Ma è una lotta vera? O sono le scaramucce tra due parenti? Quanta gente ha lavoro solo perchè esistono i poveri? Quanti servizi di tipo sociale fanno girare un’economia alla deriva dando sostentamento a ceti meno poveri di quelli a cui i servizi si rivolgono? E’ un po’ un cane che si morde la coda? Pensateci: io, che sto scrivendo, sono un operatore sociale e se non ci fossero i senza tetto non avrei un lavoro e la cosa divertente è che non so fare altro. Sono specializzato in senza dimora. E non solo io. Anche tutti i miei colleghi. Se non ci fossero i poveri, saremmo noi i nuovi poveri. Altra cosa divertente, perchè qui c’è da ridere, è che non ho ancora capito in cosa sono specializzato. Cioè, voglio dire, io lavoro con i senza dimora dal 2001 e alcuni miei colleghi da più tempo, quindi, in ragione di quest’anzianità siamo “esperti”. Ma esperti di cosa? Visto che il 90% di loro rimane per strada o legato ai servizi [vedi centri di accoglienza, mense, centri di ascolto e servizi docce]. Che esperto sono se il problema non lo risolvo, ma mi trovo, ad un certo punto, ad accorgermi che potrebbe essere pericoloso se lo risolvessi? Ovviamente sappiamo tutti che questa è solo una provocazione, vero?
Lo sappiamo, giusto? Perchè è ovvio che c’è gente che suda il sangue per cambiare le cose, che non ci dorme la notte per aiutare gli emarginati, che prende 800 euro al mese per lavorare quasi 200 ore in 30 giorni. Le sappiamo queste cose? Vero? Che c’è gente che non si sa più se lo fa per lavoro o per volontariato, se prende lo stipendio o il rimborso spese.
Lo sappiamo, vero, che in italia i servizi per le persone indigenti aprono e chiudono come porte al vento e che l’edilizia sociale è ferma a prima degli anni ’80. Lo sappiamo che non c’è nessun nome di spicco, tra vip, star, divi etc che si batte per la causa dei senza dimora. Sappiamo tutto insomma.
E sappiamo anche cosa significa dormire sul marciapiede tutta la notte e il giorno dopo andare a lavorare. Lo sappiamo, vero?
Rispondetemi di sì. Perchè se così non fosse allora dovrei domandarmi come mai siamo sempre pochi a dormire in piazza il 17 ottobre.
Se sappiamo tutto questo, perchè non la facciamo st’esperienza.
Non è una notte buttata al vento.
Non è uno speco di energie.
Quella notte conoscerete i senza dimora.
Condividerete un’esperienza.
Conoscerete volontari che tutto l’anno si adoperano per aiutare i poveri.
Vi renderete conto di come siano assenti le istituzioni.
Toccherete con mano tutto ciò che già sappiamo.
Con la differenza che non sarà una conoscenza astratta. Sarà esperienza diretta.
Se avete domande, dubbi, perplessità, critiche, idee, suggestioni, sorrisi, sbadigli e pruriti vari noi abbiamo pensato di accogliere tutti voi organizzando un incontro di riflessione e confronto:
avVolontà
il 29 alle 19 al CHICCEN [via del pigneto, 91].
c’è pure un evento su FB che trovate cliccando QUI e c’è pure un comunicato che potreste diffondere cliccando qui:avVolontà
Girolamo Grammatico

Rodolfo Davoli [Capo ufficio stampa di Italialavoro e neo Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti] intervista Girolamo Grammatico sull’antologia più sociale del 2009: In una sola notte – racconti senza dimora



